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Giornata pro-israele

Maggio 8, 2008

Un breve commento, dopo una mattinata passata all’insegna dello Stato Ebraico per eccellenza. Si sa che in questi giorni c’è il tormentone relativo al salone del libro, visto che i soliti noti si sono messi in piazza, qui a Torino, a bruciare bandiere israeliane e come sempre inneggiare alla magnifica, splendida, innocentissima e repressa palestina.

Ecco… così si è deciso che fosse il caso di manifestare anche un minimo di solidarietà all’ultimo baluardo dell’Occidente là sulla frontiera dell’intransigenza religiosa; si è deciso insomma, di dimostrare con grande umiltà e tranquillità l’appoggio e la vicinanza ad un popolo che è costretto ad essere “democrazia in arme” contro i fondamentalismi di Hamas. Per chi non ci crede, basta guardare su google news cosa succede anche nel vicino Libano… Un’area calda, da sempre, il Medioriente, in cui prendere una posizione del tutto pro qualcuno sembra un gesto di leggerezza. Ma altrettanto leggera è la presa di posizione di chi si professi solo filo-palestinese, in questo rinnovato antisionismo che non ha senso, nella sua anti-storicità, ma che serpeggia negli ambienti della sinistra (anche sempre meno estrema).

In realtà anche Israele è vittima di un certo odio indirizzato agli Stati Uniti e all’Occidente stesso, l’odio che il relativismo ed il pensiero debole fomentano per prevaricare sulle altre filosofie della nostra civiltà. Per questo, dopo aver sentito l’assistente dell’On. Fiamma Nirenstein, oggi sono stato israeliano anch’io: indossata la maglietta e tenuta alta la bandiera, sono rimasto a lungo di fronte allo stand dedicato al paese mediorientale salutando ed applaudendo al suo passaggio il Presidente della Repubblica Napolitano. C’erano vari parlamentari: da Barbareschi a Fassino, da Sgarbi in poi.

Niente di particolare da riferire, nessun incidente, solo l’occasione in nome degli European Democrat Students (network di più di 500′000 studenti europei, affiliato al Partito Popolare Europeo) di dimostrare quanto sia ingiusto che la nostra università sia così faziosamente schierata nel nome dell’ignoranza. Il luogo del sapere svilito dalla disinformazione coatta e violenta. Anche questo, è un segno di inciviltà tutto italiano. 

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